E ‘ di almeno 75 morti e 111 feriti il bilancio del terremoto di magnitudo 7 della scala Richter registrato ieri nel nordovest della Birmania, al confine tra il Laos e la Thailandia. Il bilancio è ancora provvisorio. Secondo quanto riferiscono le autorità, le vittime abitavano in particolare nella zona montuosa e attorno alla città di Tachilek, una zona non particolarmente abitata. Venti morti sono stati accertati nel villaggio di Shan, nei pressi dell’epicentro localizzato 90 km a nord di Chiang Rai, storica città thailandese. Il sisma, secondo la radio di Bangkok, ha causato il crollo di almeno 240 edifici. Al momento, in Thailandia, si registra una sola vittima, una donna. Secondo gli esperti, dopo il primo sisma (registrato nel pomeriggio di giovedì, ora italiana) sono state decine le scosse di assestamento.
Uno squalo elefante semina il panico nei pressi di una banchina. Il temibile pesce rischia di incocciare con un canoista che, nonostante gli avvertimenti e le urla di alcuni turisti, non si allontana. Per sua grande fortuna, lo squalo non lo ha considerato ed ha preso il largo.
Dopo aver escluso eventuali effetti sulla salute legati alla nube radioattiva proveniente dal Giappone, il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, ha nuovamente tranquillizzato i cittadini italiani: “Vi do la mia parola di medico nucleare non ci sono rischi per la salute”. Il ministro lo ha ribadito a margine della festa del Perdono a Milano. In ogni caso, ha aggiunto “è giusto approfondire i problemi in merito alla strategia sul nucleare”.
Fazio ha anche detto di aver inviato una circolare alle Regioni in merito ai controlli per gli italiani appena tornati dal Giappone. In un comunicato di qualche giorno fa, il ministro aveva detto che “se anche le correnti dovessero trasportare sull’Italia particelle radioattive provenienti dalla centrale di Fukushima si tratterebbe comunque di quantità infinitesimali, estremamente diluite”.
SYDNEY – Video shock realizzato nel 2009 ma pubblicato solo ora dalla marina militare australiana, immagini di un sub attaccato da uno squalo. Paul de Gelder stava prendendo parte ad un’esercitazione anti-terrorismo nelle acque di Garden Island quando è stato attaccato da uno squalo toro di tre metri. Nel video si vede l’uomo nuotare in mare e poi si vedono comparire accanto a lui le minacciose pinne. Da lì inizia la lotta di Paul, durata pochi interminabili secondi. Paul è riuscito incredibilmente a sopravvivere, dopo aver raggiunto il gommone dei suoi commilitoni, grazie al tempestivo trasporto in ospedale e un intervento chirurgico d’urgenza. Tuttavia ha perso la mano e la gamba destra e solo recentemente, dopo quasi due anni, ha dichiarato di avere di nuovo il coraggio e la forza per tornare in mare. John West, esperto di squali, ha dichiarato che un attacco come questo è un evento raro, che probabilmente il sub sarà entrato inavvertitamente nel territorio personale dello squalo, e che l’animale abbia probabilmente inteso questa immersione come un segnale di attacco.
Non sono un esperto di guerre, né di strategie, né di politica estera, quindi è inutile che mi metta a parlare con voi di quello che sta succedendo e di quello che potrebbe succedere di seguito alla guerra in Libia. E’ una guerra alla quale gli italiani, alla solita maniera, aggregandosi all’ultimo momento, hanno deciso di partecipare anche direttamente con i nostri caccia militari. Non c’è grande fiducia negli esperti che in questi anni, le hanno sbagliate tutte, dal Kosovo, alla Serbia, alla Somalia, all’Afghanistan, all’Iraq…
Ballarò 22 03 2011 La Libia, l’Italia, le ragioni di un conflitto La Libia, l’Italia, la comunità internazionale. Le ragioni di un conflitto con chi, poche settimane fa, sembrava essere un grande amico dell’Italia è il tema della puntata di Ballarò. Ad alimentare la discussione in studio, con Giovanni Floris, ospiti italiani e internazionali tra i quali il politologo francese Marc Lazar e la conduttrice di Al Jazeera Barbara Serra. Tra gli altri ospiti, il presidente dell’IdV Antonio Di Pietro, il ministro dello sviluppo economico Paolo Romani, il presidente di Alleanza per l’Italia Francesco Rutelli, il vice-ministro alle infrastrutture Roberto Castelli della Lega Nord, l’analista strategico Alessandro Politi, il giornalista Antonio Polito.
MILANO – Yara sarebbe stata strangolata dopo essere stata massacrata di pugni. Lo afferma Oggi anticipando un servizio. Secondo il settimanale, l’anatomopatologa Cristina Cattaneo incaricata dell’autopsia, avrebbe scoperto segni di forte pressione sulla gola. L’assassino avrebbe usato entrambe le mani per serrarle la gola,ma prima l’avrebbe massacrata a pugni. Secondo Oggi,quando e’ stata strangolata Yara era ormai incosciente. L’assassino avrebbe poi infierito con un coltello sulla ragazza gia’ morta.
Stavolta l’elefantino parte in quarta contro Santoro e De Magistris dopo la sentenza che ha cancellato le indagini promosse dall’ex magistrato ed europarlamentare dell’IdV. Le invettive di Ferrara prendono spunto da un articolo del Foglio, che lui stesso dirige: “La grande bufala De Magistris – Santoro”
u De Magistris dice: “”Fa il duro. Questa è una caratteristica di De’ Magistris. Ma se non l’avesse fatto non sarebbe stato nessuno, anzi sarebbe stato un eroe anonimo della giustizia giusta: uno che cerca le prove, raccoglie le testimonianze, e così via. Adesso i giudici hanno parlato di giustizia televisiva e di obiettivo seppellito sotto dichiarazioni volte a rappresentare una realtà televisiva di logge deviate. De’ Magistris è stato giudicato non idoneo agli avanzamenti di carriera, si è dato alla politica”.
E poi tocca a Santoro: “Ammetti che hai fatto numeri da circo mediatico-giudiziario, e che hai fatto tanto rumore per nulla. Fallo in nome di Enzo Tortora, massacrato dalla giustizia e una vittima rovinata.
Muammar Gheddafi non sembra avere nessuna intenzione di arrendersi e la missione Odissey Dawn si preannuncia più lunga del previsto. La risposta del colonnello non si è fatta certamente attendere e a Misurata, come documenta il video che trovate appena sotto, i carri armati hanno commesso una carneficina uccidendo quaranta civili e ferendone gravemente altri 100.
Prosegue la guerra in Libia, con la Nato impegnata a coordinare l’attacco contro Muammar Gheddafi. Per il Colonnello si tratta della prima apparizione dopo i bombardamenti e dall’interno della sua tenda, davanti ad una folla osannante, ha dichiarato: “Il popolo libico è vittima di un’aggressione ingiusta. I loro missili ci fanno ridere perchè noi siamo l’avanguardia di un movimento anti-colonialista: vinceremo, io resto qui!“.